La Vitamina D

La Vitamina D

Cos’è la vitamina D

La vitamina D è una vitamina liposolubile fondamentale per il nostro organismo. Possiede numerose e verificate attività non solo per quanto riguarda il buon funzionamento del metabolismo delle ossa ma anche per la coagulazione, la contrazione muscolare, la regolazione del sistema immunitario e per la salute del sistema nervoso centrale e periferico. È presente nel corpo umano in due forme: la vitamina D2 (ergocalciferolo), assunta attraverso l’alimentazione e la vitamina D3 (colecalciferolo), sintetizzata dall’organismo, a livello cutaneo, quando è esposto ai raggi ultravioletti B (UVB) del sole.

L’esposizione solare rappresenta la principale sorgente naturale di vitamina D.

Apporto dietetico

La vitamina D è scarsamente presente negli alimenti, tra i più ricchi di tale vitamina ci sono i pesci grassi (in particolare salmone, trota, aringa, pesce spada, anguilla, sgombro, tonno e carpa), l’olio di fegato di merluzzo e gli oli di pesce in generale. Inoltre è presente nei latticini, nel tuorlo d’uovo, nelle verdure verdi e nei funghi. In commercio sono disponibili anche alimenti arricchiti come latte, yogurt, margarina, latte di soia e cereali per la prima colazione. È una molecola relativamente stabile, viene alterata poco sia dalla conservazione che dalla cottura dei cibi ed è solo moderatamente sensibile alla luce.

Esposizione solare

Poiché con l’alimentazione se ne ottiene poca l’esposizione al sole è fondamentale e rappresenta il meccanismo principale di produzione di tale vitamina. Un recente studio ha evidenziato come, nel periodo che va da aprile ad ottobre, l’esposizione del 25%del corpo per 10 minuti può essere sufficiente per un’adeguata produzione endogena di vitamina D. Sono però diversi i fattori che possono influenzare la capacità di produrla a seguito dell’esposizione alla luce solare e tra questi ci sono l’ora di esposizione, la stagione, il colore della pelle, la quantità di pelle esposta alla luce solare, il tempo di esposizione, l’utilizzo di protezione solare nonché il fatto che raggi UVB non penetrano il vetro, per cui l’esposizione al sole attraverso una finestra non determina la produzione. Ultimo, ma non per importanza, va ricordato che il sole danneggia la pelle quindi è necessario avere buon senso ed utilizzare le dovute cautele e protezioni. Se il consiglio generale quindi è quello di esporsi per 20 minuti questo va fatto sempre secondo le indicazione dei dermatologi che raccomandano di non farlo nelle ore in cui il sole è più forte per evitare di incorrere in eritemi e scottature ed usare subito dopo la crema solare.  

Ruolo della Vitamina D

La vitamina D ha un ruolo di primo piano nel regolare molti processi fisiologici. La sua  principale funzione è di facilitare l’assorbimento intestinale del calcio e fosfato favorendo la normale formazione e mineralizzazione dell’osso. La vitamina D però non è importante solo come regolatore del metabolismo del calcio ma è necessaria anche per una normale contrattilità muscolare, contribuisce al controllo della proliferazione cellulare, con effetti anche sulla cute e interagisce con il sistema immunitario esercitando un effetto immunomodulante.

Dosaggio e integrazione

La diagnosi di ipovitaminosi D si basa sul dosaggio del 25-OH-D (25-idrossicalciferolo), la forma in cui la vitamina D circola nel sangue, su un campione ematico. Dopo avere avuto conferma della carenza, tramite tale esame, è necessario rivolgersi al medico per valutare la possibilità di integrarla. Per definizione, la carenza di vitamina D si configura quando i livelli ematici sono < 20 ng/ml. Pertanto, in Italia, con valori al di sotto di tale soglia è opportuno valutare di cambiare le proprie abitudini alimentari assumendo una maggiore quantità di alimenti che contengono vitamina D, sempre nel contesto di una dieta sana, varia ed equilibrata e una maggiore esposizione solare. In ultima battuta si può far ricorso agli integratori che devono essere assunti dopo aver consultato il medico che ne valuti il dosaggio ed eventuali interazioni vitminaD-farmaci. È importante seguire le indicazioni perché l’assunzione in eccesso può risultare pericolosa con effetti collaterali dannosi a carico di reni e cuore.

Cause dell’ipovitaminosi D

La carenza di vitamina D o ipovitaminosi D, può essere determinata da diversi fattori. Tra questi ci sono:

  • ridotta esposizione solare (come detto in precedenza, la fonte maggiore di vitamina D, deriva dai raggi UVB);
  • scarsa assunzione dietetica: è possibile integrare la vitamina D attraverso alcuni alimenti o attraverso l’assunzione di integratori alimentari specifici
  • aumento del fabbisogno 
  • assorbimento intestinale alterato
  • malattie epatiche o renali che ne compromettono la conversione nella sua forma biologicamente attiva)
  • terapie a base di farmaci che possono interferire con il normale metabolismo della vitamina D.

Tra i soggetti maggiormente a rischio ci sono gli anziani perché con l’avanzare dell’età si riduce l’espressione dei recettori per la VitD, soprattutto a livello dell’intestino, del rene e del muscolo e si riduce anche la capacità dell’organismo di produrre il metabolita attivo della vitamina. Livelli insufficienti possono contribuire all’insorgenza di osteoporosi, attraverso un ridotto assorbimento di calcio e iperparatiroidismo secondario. Nei bambini una grave carenza determina il rachitismo mentre negli adulti l’osteomalacia. La carenza di vitamina D può favorire anche la parodontite. Infine, se si verifica una carenza di vitamina D in gravidanza, anche il feto avrà livelli ridotti di questa vitamina. Diversi studi inoltre hanno suggerito un legame tra bassi livelli di vitamina D molte condizioni mediche tra cui problemi cardiovascolari, diabete, ipertensione, patologie neurologiche (come la sclerosi multipla), reumatiche (come la fibromialgia) e disturbi cutanei. Tuttavia in tutti questi casi sono necessarie ulteriori prove scientifiche. La carenza di vitamina D solitamente è asintomatica e si manifesta soltanto quando il deficit è molto importante. I sintomi più comuni sono: dolore alle ossa, dolore alle articolazioni, dolori muscolari debolezza muscolare, ossa fragili. Inoltre, possono essere possibili sintomi neurologici, contrazioni muscolari involontarie, stati confusionali e stanchezza.

Fattori che aumentano il rischio di carenza

Tra i fattori che predispongono alla carenza ci sono:

  • fumare in quanto il fumo altera il metabolismo della vitamina D; 
  • l’età perché con il passare del tempo la nostra pelle diminuisce la sua efficienza produttiva, inoltre si riduce l’espressione dei recettori per la VitD soprattutto a livello dell’intestino, del rene e del muscolo;
  • l’obesità perchè il tessuto adiposo, tende a “sequestrare” la vitamina D, riducendone la biodisponibilità. Si è visto come un indice di massa corporea ≥ 30 è associato a livelli sierici di 25-idrossivitamina D inferiori rispetto ai soggetti normopeso per tale motivo queste persone potrebbero avere bisogno di un maggior apporto di vitamina D; 
  • l’alcolismo in quanto l’alcol va a compromettere il normale assorbimento intestinale di vitamina D.

Immagine tratta da Adobe Stock

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