FERTILITA’ e ALIMENTAZIONE

FERTILITA’ e ALIMENTAZIONE

In collaborazione con la Dr.ssa Claudia Arcovio, Medico Dietologo

Abbiamo chiesto alla Dr.ssa Claudia Arcovio quanto fosse importante l’alimentazione nella futura mamma:

“Lo stato nutrizionale materno pre-gravidico condiziona significativamente non solo l’andamento della gravidanza, ma anche la salute del bambino e della mamma stessa nel post parto. Una donna che ha il desiderio di diventare mamma, deve iniziare a modificare le sue abitudini alimentari, se queste finora non sono state delle buone abitudini.

Credo che una mamma consapevole, informata e supportata in modo adeguato garantirà sia a lei sia al bambino una vita in salute.

Valutare lo stato nutrizionale pre gravidanza significa effettuare esami per valutare eventuali carenze o condizioni metaboliche che andrebbero corrette”.

Cos’è l’infertilità?

E’ definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come “una malattia caratterizzata dall’incapacità di stabilire una gravidanza clinica dopo 12 mesi di rapporti sessuali regolari e non protetti(Zegers-Hochschild F, et al. The International Glossary on Infertility and Fertility Care, 2017. Hum Reprod 2017;32:1786-801).

Sebbene le cause dell’infertilità siano spesso complicate e difficili da identificare, i fattori di salute e stile di vita influenzano la capacità di riprodursi sia degli uomini che delle donne. Negli uomini, le anomalie nel numero di spermatozoi, la morfologia e la motilità hanno tutte un impatto sul successo della fecondazione. Anche lo stress ossidativo, che è uno squilibrio tra i radicali liberi derivati ​​dall’ossigeno e gli antiossidanti che portano al danno cellulare, è stato identificato come un fattore che può influenzare la qualità dello sperma e il potenziale di fecondazione.

La Dr.ssa Arcovio ci parla dell’importanza dell’ACIDO FOLICO:

Appartiene alla famiglia dei folati, è un nutriente essenziale che deve essere assunto con l’alimentazione.

Alimenti naturalmente ricchi di folati sono, per esempio, le verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, asparagi, lattuga), i legumi (fagioli, piselli), la frutta (kiwi, fragole e arance) e la frutta secca (come mandorle e noci). Per quanto riguarda i cibi di origine animale, il fegato e altre frattaglie hanno contenuti piuttosto elevati in folati, come pure alcuni formaggi e le uova, da consumare però in porzioni limitate e non frequenti. Bisogna inoltre tenere in considerazione che il processo di preparazione, cottura e conservazione degli alimenti può distruggere gran parte dei folati presenti nei cibi, dato che si tratta di vitamine idrosolubili, sensibili al calore, alla luce, all’aria e all’acidità.

La carenza di acido folico nelle prime fasi della gravidanza aumenta in modo rilevante il rischio di malformazioni del feto, in particolare di difetti del tubo neurale (Dtn) come la spina bifida o l’anencefalia. Inoltre la carenza di folati potrebbe essere associata ad altri esiti avversi della gravidanza (ritardo di crescita intrauterina, parto prematuro).

Poiché il tubo neurale si chiude normalmente fra il 17simo e il 29simo giorno dal concepimento, quando cioè la donna non ha ancora accertato la sua nuova gravidanza, l’assunzione di acido folico già prima del concepimento diventa decisiva nel ridurre il rischio di sviluppare Dtn. Secondo revisioni sistematiche di letteratura, una corretta supplementazione di acido folico può ridurre fino al 70% il rischio di disturbi del tubo neurale.

L’assunzione raccomandata nella popolazione generale è 0,4 mg/die. Per le donne, tuttavia, il fabbisogno nutrizionale giornaliero di folati aumenta durante il periodo della gravidanza e durante l’allattamento. In particolare nelle donne in età fertile, che programmano o non escludono una gravidanza e per quelle in gravidanza, l’assunzione raccomandata è di 0,6 mg/die (poiché il feto attinge alle risorse materne) e durante l’allattamento è di 0,5 mg/die (per reintegrare le quantità perse con il latte materno).

Una riduzione dell’assorbimento di acido folico, e/o un conseguente aumento del fabbisogno, possono derivare anche dall’assunzione di alcuni farmaci (barbiturici, estroprogestinici), da un elevato consumo di alcol, dal diabete mellito di tipo 1, dalla celiachia, da patologie da malassorbimento o da alcune specifiche varianti di geni coinvolti nel metabolismo dei folati (metilene-tetraidrofolato-reduttasi, recettore dei folati).

È da rilevare che per lo svolgimento dell’azione dei folati nei processi di regolazione della sintesi del DNA e proliferazione cellulare è essenziale anche un adeguato apporto di vitamina B12 (nota anche come cobalamina). Questa vitamina si trova quasi esclusivamente negli alimenti di origine animale (pesce, uova, latticini, carne). Regimi dietetici vegani possono determinare stati carenziali potenzialmente a rischio per la salute del nascituro e pertanto utile integrare vitamina B12.

RICORDA:

Per lei:

  • Attenzione ad assumere alimenti che contengono interferenti endocrini (non consumare scatolame ma preferire in vetro);
  • Consumare giuste quantità di olio extravergine di oliva, frutta e verdura fresche, cereali integrali, frutta secca, legumi (5 volte alla settimana) e pesce fresco (3 volte alla settimana);
  • Aumentare il consumo di alimenti che contengono vitamina D, E, C, B6, B12, ferro, iodio, acido alfa lipoico o integrare sotto stretto parere medico;
  • Controllare il peso corporeo, l’obesità è un fattore di rischio;
  • ELIMINARE zuccheri semplici, alcol, caffeina, acidi grassi saturi e trans.

Per lui:

  • Limitare zuccheri semplici e grassi saturi, alimenti confezionati e “junk food”;
  • Introdurre nella propria alimentazione il giusto apporto di proteine tra cui pesce azzurro ricco di acidi grassi omega 3 e vitamina D;  frutta e verdura: contengono fibra, acido folico, antiossidanti; alimenti ricchi di zinco, selenio come i cereali integrali;
  • Mantenere un basso indice glicemico e controllare il peso;
  • Eventuale integrazione (sotto stretto parere medico) per depurare il fegato da metalli pesanti.

Photo by Maybeiii on Freepic

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